La NBA sbarca in Umbria

6-8/06/2024, Perugia

Il prestigioso evento “Final Event Jr. NBA FIP U13 Championship 2024” , nato per coinvolgere le scuole, per 3 giorni di scena a Perugia

di Nicola Mucci – Foto FIP /Facebook

Toccando il cielo con un dito. E il cielo in questo caso fa rima con la NBA, il massimo campionato professionistico americano di basket, il sogno di ogni ragazzo che accarezzi una palla a spicchi. Un sogno che, il 6, 7 e 8 giugno scorsi, ha toccato anche l’Umbria e in particolare il capoluogo regionale, Perugia, grazie alla tre giorni a tutto basket organizzata dalla Federazione Italiana Pallacanestro e riservata alla categoria under 13, denominata “Final Event Jr. NBA FIP U13 Championship 2024”. L’evento ha coinvolto i parquet del Palasport di Ponte San Giovanni, del PalaPellini, del PalaFoccià e del Palasport di Ellera con 32 partite, 17 squadre maschili e femminili provenienti da tutta Italia, da Bari a Livorno, da Ancona a Milano, tutte a caccia del mitico anello di campione NBA, quello messo al dito dai vari Jordan, Curry, Jokic e LeBron James.

L’idea è nata per coinvolgere le scuole. È lì che è nato il progetto – spiega Gianni Antonelli, Presidente del Comitato Regionale Umbro della Federazione Italiana Pallacanestro –, nelle scuole medie con un progetto inclusivo e qualche settimana fa abbiamo fatto le finali nazionali a Città di Castello. La Federazione è riuscita ad ottenere questo progetto con NBA, un marchio che tutti conoscono, e che ci è stato riconosciuto come il più importante a livello europeo. Si tratta di un vanto per la nostra Federazione e di un sogno per i ragazzi che ne fanno parte”.

Spalti gremiti e palazzetto quasi pieno nel pomeriggio di presentazione, al Palasport di Ponte San Giovanni. E prima della palla a due, la sfilata d’obbligo delle squadre partecipanti abbinate ciascuna a una delle prestigiose franchigie americane: dai Chicago Bulls ai Los Angeles Lakers, dai Boston Celtics ai Toronto Raptors e ai San Antonio Spurs. I ragazzi sfilano sotto lo sguardo dei loro coach, orgogliosi delle canotte griffate NBA che riproducono i colori di quelle squadre da sogno. E per tre giorni, allora, si può anche provare a emulare le schiacciate di Jordan e Kobe Bryant, piuttosto che i tiri da tre di Curry o le magie di Allen Iverson e Luka Doncic. “La NBA è un sogno per tutti. – racconta Fabrizio Mezzera, coach di ABA Legnano, abbinata ai Portland Trail Blazers – Quando a inizio anno ci è stato detto che avremmo partecipato a questo progetto, i ragazzi erano felicissimi. È un evento bellissimo in una città molto bella. A 13 anni devono coltivare sempre il sogno ma con tutto il divertimento possibile dando il meglio di loro stessi.

A sottolineare l’importanza dell’evento per il movimento cestistico, anche il Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, Gianni Petrucci che ha ringraziato la NBA per aver fatto sì che l’Italia fosse “l’unica nazione scelta per organizzare questa manifestazione”, continuando a coltivare il sogno azzurro di centrare le Olimpiadi di Parigi che inizieranno a fine luglio perché il “basket è una di quelle discipline veramente olimpiche”. A salutare i giovani atleti anche il Generale Domenico Ignozza, Presidente del CONI Umbria: “È essenziale vedere così tanti ragazzi che praticano sport che hanno raggiunto l’Umbria e Perugia a dimostrazione che i territori sono la parte fondamentale, il traino dello sport nazionale.” Emozionato Mike Miller, assistant coach dei Washington Wizards, compagno di squadra di LeBron James e campione NBA nel 2012 e nel 2013 con Miami, che quel sogno è riuscito a trasformarlo in realtà: “Mi piace stare in mezzo a gente a cui piace giocare a basket. È da esperienze come queste che si costruisce il futuro.” Il rosso di Chicago, il giallo dei Lakers, il verde di Boston colorano il parquet del palazzetto. Divise che evocano sogni e che, come sottolinea Andrea Pecile, oltre 500 punti segnati in azzurro, un passato sui parquet, tra gli altri, di Pesaro, Siena, Trieste e Granada, “danno lo stimolo per realizzare un sogno così grande”, senza dimenticare la necessità di “trovare la forza per l’impegno quotidiano per diventare un giocatore di basket, un impegno che vi aiuterà anche nella vita, fuori dal campo.

Un movimento in crescita, quello del basket in Umbria, che sogna la NBA non solo per i più giovani. “Per la nostra regione – spiega Andrea Sansone, coach di UBS Foligno e responsabile tecnico territoriale del settore squadre nazionali per FIP Umbria –, che sta facendo grandi sforzi per portare la pallacanestro a buoni livelli, questa legata alla NBA è una vetrina importante e mi auguro che possano seguire altre iniziative. Il marchio NBA del resto aiuta tantissimo, è un pass fondamentale. Stiamo facendo tantissime iniziative grazie all’impegno del Comitato e al Presidente. Il settore giovanile dell’Umbria mi sembra florido, anche se dobbiamo sicuramente migliorare ancora. Certo sarebbe bello avere una prima squadra che faccia una serie di alto livello e che, quindi, possa trainare tutto il movimento. Credo che nel medio termine, però, anche qui avremo buoni sviluppi.” A fargli eco, Lello Mongelli, responsabile del settore giovanile del Perugia Basket, che da anni cura la crescita e la formazione dei giovani cestisti: “Dopo le finali nazionali Under 13 Junior NBA school, questo evento dà continuità a tutto quello che il Comitato Regionale sta facendo per promuovere il basket, soprattutto giovanile. È importantissimo avere società che arrivano da ogni parte d’Italia, perché i nostri ragazzi possono assistere a partite di un altro livello rispetto a quello che sono abituati a vedere e a giocare. Guardare quello che c’è fuori da casa nostra, insomma, è la cosa veramente allenante. È il modo in cui i ragazzi cominciano a capire cosa vogliono e a che punto sono, confrontandosi con realtà appartenenti a regioni che sono piene di pallacanestro, come Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia o Marche. Le cose positive che si fanno nelle altre regioni devono poi servirci ad alzare, nel quotidiano, il livello della nostra pallacanestro.

E allora la parola passa al campo. All’inconfondibile tap tap della palla a spicchi sul parquet, ai sogni e alle speranze di ragazzi e ragazze racchiusi in tiro libero, in un terzo tempo o in una conclusione in step back cercando di riproporre le movenze dei campioni della NBA viste in Tv. Con l’obiettivo di divertirsi e, perché no, magari di portarsi a casa quell’anello che, quest’anno, è andato all’Olimpia Milano, abbinata agli Oklahoma City Thunder, nel torneo maschile (in finale hanno battuto ABA Legnano per 63-55) e alle ragazze di Costa Masnaga, abbinate ai Denver Nuggets, che hanno sconfitto HB College per 68-51 nell’ultimo atto della competizione femminile. 

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