4 chiacchiere con Ilaria Moriconi

Intervista con Ilaria Moriconi, pronta per il grande sogno di giocare in serie A

di Nicola Mucci – Foto Luca Taddeo, Roberto Muliere e Marco Teatini 

Dalle pendici degli Appennini alle rive dell’Adige, dalla Rocca Flea alla città resa immortale dai versi di William Shakespeare e dall’amore di Romeo e Giulietta. Ma in questa storia non ci sono balconi, né famiglie rivali, né amori osteggiati. I quattrocento chilometri o poco più che separano Gualdo da Verona sono invece lo spazio per raccontare un’altra passione, quella per il basket, e per rivivere un altro sogno, divenuto realtà. E così i teatri diventano palazzetti e il finale tragico del poeta di Stratford-upon-Avon lascia il posto al lieto fine di Ilaria Moriconi, ventiquattrenne play dell’Alpo Basket, squadra di Villafranca alle porte di Verona, fresca di promozione in A1 (con una media di 9,7 punti a partita in regular season) e recentemente premiata, lo scorso 11 giugno, anche al Gran Galà del basket umbro. Perché la storia di Ilaria comincia dalla sua Gualdo e, passando per Umbertide, raggiunge il Veneto e il grande sogno della serie A. Canotta numero 11 e lo sguardo di chi il sogno se l’è costruito un passo alla volta, con la giusta dose di talento, determinazione e una passione, per la palla a spicchi, che l’accompagna da sempre. Senza dimenticare i libri.

Ho iniziato a giocare da piccolissima, che avevo sei anni. – racconta – Prima avevo provato con il nuoto e la ginnastica artistica. Mi pesava il distacco dai miei quando mi lasciavano all’allenamento, ma la voglia di giocare era più forte di tutto.

Riavvolgiamo la macchina del tempo e torniamo al campionato di A2 vinto con la canotta dell’Alpo.

È stata una stagione di costruzione e di crescita del gruppo pazzesca. Abbiamo Iniziato il campionato con qualche difficoltà, poi ci siamo unite e abbiamo fatto lo step successivo. Siamo riuscite a confrontarci l’una con l’altra quando le cose non andavano bene e siamo arrivate ai play off dopo due sconfitte che ci hanno fatto male. Ma ci siamo unite ancora di più e ci siamo fatte forza l’una con l’altra. È stato un mese e mezzo di grandi emozioni, in ogni istante. La promozione era uno dei miei obiettivi e raggiungerla con un percorso di crescita del genere è stato ancora più bello.

Cosa ti hanno detto appena tornata a casa, a Gualdo?

I miei avevano attaccato dei palloncini con scritto sopra A1. Tendono a non farmi tanta pubblicità, ma sono sempre al mio fianco. Lo sono stati a Umbertide e lo sono anche ora a Verona. Sono sempre riusciti a venirmi a vedere giocare. Loro parlano con i gesti, con i fatti e con lo sguardo.

Come te la immagini la tua prossima stagione, quella in A1?

Ci sconteremo con giocatrici molto forti e con grande esperienza. Per me, è un grande salto ma molto motivante. Ho raggiunto uno dei miei obiettivi ed ha ancora più valore perché l’ho conquistato sul campo.

Quanto conta, secondo te, la determinazione per raggiungere un risultato nello sport?

È la cosa più importante assieme alla passione. Ci sono sempre tante difficoltà da affrontare, soprattutto quando ci sono da portare avanti allo stesso tempo studio e sport. Servono grande passione e grande determinazione.

Cosa studi?

Infermieristica a Perugia.

Che tipo di giocatrice è Ilaria Moriconi?

Considerata l’altezza, la velocità è il mio punto di forza. In A1, so che mi scontrerò con giocatrici fisicamente più grandi di me. Mi piace molto il tiro da fuori. Nel mio primo anno con Alpo, ho costruito la stagione curando l’aspetto realizzativo, aspetto che conta ma fino a un certo punto. Nel secondo, mi sono concentrata di più su quello costruttivo, di gestione della squadra. E poi, allenamento dopo allenamento, sto lavorando molto sull’aggressività difensiva, soprattutto sulla palla, e sul cercare sempre gli assist per le compagne. Insomma, in questi due anni sono riuscita a occuparmi di vari aspetti del mio modo di giocare e a migliorare.

Studio e sport: come si riesce a conciliarli? Ci racconti la tua giornata tipo?

La mattina esco alle otto e sono impegnata con i pesi e le sessioni di tiro. Torno a casa per pranzo e mi riposo un po’. Nel pomeriggio studio il più possibile prima dell’allenamento serale. Il basket mi occupa tanto tempo ma con qualche sacrificio riesco a conciliare entrambe le cose, anche se non sempre è semplice.

Nel corso della tua carriera, c’è mai stato un momento in cui hai avuto la tentazione di mollare tutto?

Non mai pensato di lasciare il basket. Certo, i momenti difficili ci sono stati. Ad esempio, quando sono arrivata in una nuova realtà come quella di Umbertide. C’era il timore di non far bene e il confronto con giocatrici importanti, per me che venivo dalla B con Gualdo. Facevo il secondo play dietro Federica Pompei e da lei ho cercato di apprendere il più possibile.

Il tuo idolo?

Non ho idoli in particolare. Magari, mi ispiro a Francesca Dotto (campione d’Italia con Lucca nel 2017 ed ex di Schio, Alpo e Reyer Venezia, tra le altre, ndr) e Giorgia Sottana (play della Famila Basket Schio, ndr) con cui ho anche una foto. Ma sono tanti i play che stimo.

Per te il basket è…

Questa è difficile. È tante cose. È crescita personale. Con il basket sono riuscita a superare varie difficoltà, come la timidezza di quando ero piccola. E poi, è imparare a lavorare in gruppo che è qualcosa che ti porti dietro nella vita, anche fuori dal campo.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Il primo l’ho raggiunto ed è la promozione in A1. Il prossimo anno, vedremo. Vado avanti giorno per giorno, senza pormi aspettative maggiori.

Matilde Villa e l’umbra Lorela Cubaj sono state le ultime italiane ad approdare in America, nella WNBA. Sogni anche tu di giocare un giorno nella lega a stelle e strisce?

È una cosa enorme a pensarci. L’idea ovviamente mi stuzzica. Con Lorela ci conosciamo e ci giocavo contro al minibasket. L’America è qualcosa a cui penso, ma non troppo. È un sogno che non so se si realizzerà mai. Vedremo…

Chiudi gli occhi e immagina Ilaria tra vent’anni.

Il mio piano, ad oggi, è vedere sin dove posso arrivare con il basket. Al momento, è imprevedibile. Mi sto prendendo anche la laurea in infermieristica e mi piace molto. Ma vediamo dove mi porterà la pallacanestro.

Total
0
Shares
Prev
La “Sir Susa Vim Poker Fest” 

La “Sir Susa Vim Poker Fest” 

22/06/2024, Perugia

Next
Colapesce Di Martino @Umbria che spacca

Colapesce Di Martino @Umbria che spacca

03/07/2024, Perugia, Giardini del Frontone

You May Also Like